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venerdì 27 febbraio 2015

CONGELATO

CONGELATO 
29/03/2011

E ancora cerco le parole giuste
per quel tempo negato.
Un pulsare di sangue dolce amaro in un cuore di plastica.
Sento battiti privi di tempo
il sudore di un piacere recitato.
Un fluire di acqua sporca
cancro dell’altrui vivere.
Inietta veleno una fotografia strappata
un secondo perso in un tempo troppo grande.
Un overdose di ricordi sbagliati.
Un profumo imprigionato nella memoria di un amore congelato, idealizzato.
E ancora cerco le parole giuste
per gli occhi anestetizzati
per questo sentire invisibile
per queste lacrime di ghiaccio.
Bloccate, immobili
come il desiderio e la voglia inspiegabile di te. 

(©Emanuela Megna)

giovedì 20 novembre 2014

A VOLTE LA FELICITA'...

A volte la felicità ti passa accanto senza nemmeno vederla!
Non te ne accorgi eppure è li a portata di mano e ti guarda come se tu fossi la più bella del mondo. 
Sei così abituata a credere che l'amore te lo devi meritare che se qualcuno te lo vuole regalare, non ci credi. 
Ti chiedi dove sia la fregatura. 
Ti rendi conto che sei cambiata. Tutto è in movimento e come invecchia un albero anche tu cresci, ti modifichi, ti plasmi e ti consumi. 
Ti rendi conto che hai permesso ad un'altra persona di farti perdere tempo. Che non volevi, ma hai fatto tuoi i suoi atteggiamenti. 
Sono tue le sue paure!

A volte la felicità ti passa accanto ma tu sei intenta ad aspettare una chiamata ed un messaggio che non arriveranno mai. 
Sei così abituata al silenzio dell'attesa che se una persona ti cerca ed ha voglia di vederti, istintivamente ti verrebbe da rispondere 
"Ma sei veramente sicuro?" 
Eppure lui ha voglia di vederti, di viverti, di annusarti. 
Tu ne sei spaventata. Più ti cerca e più scappi. 
Ti viene l'ansia perché tu sei abituata a cercare, a rincorrere, ad aspettare. Allora pensi che ti è tutto molto familiare. Questi atteggiamenti non ti sono nuovi. 
Tu ti stai comportando esattamente come qualcun'altro si era comportato con te. 
Déjà vu! Giammai! 

A volte la felicità ti passa accanto e vuole prenderti per mano per portarti in quel ristorante giapponese che volevi tanto provare o a vedere quella mostra fotografica che non vorresti proprio perdere. Niente! Sei così abituata a credere che prendersi per mano sia scomodo che ti irrigidisci. Ti senti inadeguata, fuori luogo. 
La metti nelle tasche o attaccata alla tracolla della borsa oppure inizi a fare i rotolini con i capelli se hai la fortuna di averli lunghi. Insomma ti prodighi a trovare un posto adeguato a quella cazzo di mano. L'importante è che non finisca nella sua, di mano. 

A volte e fortunatamente solo a volte, ti chiedi come mai, nonostante tutto, continui a dedicare parole e pensieri a quella persona a cui tu hai dato il permesso di entrare e di uscire dalla tua vita ogni volta che ne aveva voglia.

A volte la felicità ti passa accanto ma tu sei troppo arrabbiata o troppo triste per vederla. E' in quei giorni che apri l'App "calendario mestruale" e scopri che sta per arrivare il ciclo. 
"Ecco cos'era!"
L'amore non meritato, i messaggi che non arrivavano, la mano mai data ed il ricordo di un ex. Tutto questo è colpa del ciclo in arrivo. 
Ti fai un bel pianto convinta che sia "solo" colpa degli ormoni. 
Ti asciughi le lacrime e sei pronta a sorridere. 
Lasci tutto così com'è e se ti dice bene metti in conto che affronterai forse la medesima situazione tra circa 25/27 giorni. 

Voglio darti una bella notizia!
Un giorno, quando avrai abbandonato tutto ciò che ti appesantisce, la felicità ti passerà accanto. 
Non solo gli farai un sorriso, gli prenderai anche la mano! 
Quel giorno ti sentirai leggera...nonostante il ciclo stia per arrivare! 

(©Emanuela Megna)

martedì 22 ottobre 2013

REDENZIONE = SALVARSI

Mi era stato detto che sarebbe stato abbastanza facile. 
Tutto sarebbe rientrato in uno schema ben preciso. 
Mi avevano detto di non preoccuparmi di nulla; c'era una bella campana di cristallo a proteggermi!
Mi era stato detto che dovevo studiare, "prendere un pezzo di carta" per trovare più facilmente un lavoro.
Mi era stato detto di iscrivermi subito all'università e finire gli studi il prima possibile. 
La laurea mi avrebbe facilitato a trovare un "posto fisso"
Mi avevano raccontato che come nelle fiabe, ad un certo punto della mia vita, avrei incontrato un uomo. 
Mi era stato detto che insieme ci saremo comprati una casa, ci saremo sposati e avremo fatto dei figli.
Mi era stato detto anche che tra sacrifici, gioie e dolori sarei invecchiata accanto a quell'uomo e che i nostri figli ci avrebbero reso nonni. 
Così sarebbe ricominciato un ciclo finora indiscusso perché in famiglia si sa, le cose erano andate così per la bisnonna, per la nonna, per la mamma e così doveva, dovrebbe essere anche per me. 

Instagram @emanuela_megna #ilmondodimanu (©Emanuela Megna) 

Fortunatamente, non mi è dato sapere cosa ne sarà della mia vita. 
In effetti, sono andata un pò oltre nel raccontare un'ipotetica storia che, tutto sommato, potrebbe anche finire esattamente così, come me l'hanno raccontata.
Una cosa è certa: oltre all'illusione dei cartoni della Walt Disney prima e dell'università poi, vivere è tanto bello quanto complicato!

Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. 

Il posto fisso ancora non ce l'ho. Ma mi reputo fortunata perché faccio parte della categoria lavoratori.
L'uomo che arriva a salvarmi con un bacio, idem; non è ancora arrivato.
La casa al momento posso solo immaginarla ma vivo in una stanza in affitto in un quartiere centrale di Roma e mi sento fortunatissima.
Il punto è che non c'è uno schema o una campana di vetro che tenga. 
Gli schiaffi quando arrivano, arrivano e arrivano per tutti!
Mi è capitato di fare degli errori, di rimpiangere alcune scelte ed è così banale quanto vero che solo sbagliando si impara. 
E' solo dall'errore, dalle sconfitte e dalle delusioni che arrivano le riflessioni più illuminanti. 
Sono testarda come un mulo e finché non prendo lo schiaffo che mi stordisce, vado dritta per la mia strada. 
Niente accade per caso e solo così posso rendermi conto dei miei limiti e dei miei difetti. 
Sono distratta, un pò presuntuosa, sogno ad occhi aperti, campo di speranze e non mi piace per niente chiedere aiuto. 

Non sono solo questo, ovvio, ma sono anche questo! 

Solo se prendo lo schiaffo, scruto e vado in fondo giù alla radice. 
Mi crocifiggo, mi condanno, mi dispero.
Vivo aspettando Godot in apnea e sperando in momenti migliori.
Poi mi fermo, osservo e rivaluto tutto.
Mi sono resa conto di quanta poca gratitudine ci sia stata finora nella mia vita. 
Di quanto abbia dato per scontato molte cose.
Così ho iniziato a sentirmi grata per la famiglia, le amiche, il lavoro.
Mi sono detta che tutto sommato merito molto di più dell'essere la ragazza con la quale passare una bella serata. 
Ho voglia di abbracciarmi, perdonarmi e accettarmi così, come sono. 
Voglio sentirmi grata per tutte quelle belle cose che ho e che non ho mai apprezzato perché date per scontato: fosse anche per il semplice fatto di avere tutte e cinque le dita su entrambe le mani. 
Mi voglio coltivare, concedermi del tempo, difendermi e proteggermi da chi del mio amore non sa che farsene e non permettere a nessuno di togliermi il mio indiscutibile valore.

"Perché voi valete", non è solo l'azzeccatissimo slogan della L'Oreal, ma una verità indiscussa. 
Come mi ha detto una persona cara, 50 euro, anche se stropicciate e calpestate valgono sempre e comunque 50 euro!

Ho solo voglia di redenzione e di armonia.
Ok, ho sbagliato, ma posso e voglio rimediare!

Credo profondamente nella positività e nella legge di attrazione.
"I pensieri diventano cose"

Tuttavia ho un dubbio. 
Se è vero che attiriamo ciò pensiamo
Se è vero che riceviamo esattamente ciò che diamo.
Perché Gesù è morto ammazzato?

AMEN